Gallipoli e il suo frantoio ipogeo di palazzo Granafei

Oggi voglio cosigliarvi un posto da visitare in una tra le più belle cittadine del Salento Gallipoli, magari cogliere proprio l’occasone in questi giorni di Pasqua. Qualche tempo fa passeggiando nella parte antica della città, proprio vicino al Duomo, in via Antonietta De Pace, 87 si trova il Frantoio ipogeo Oleari di Palazzo Granafei, del 1600, uno dei 35  censiti nella città, ma sopratuutto uno dei  pochi visitabili.

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Salento.Castello Angioino di Gallipoli

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Spugne di mare Gallipoli

Lì mi  ha incuriosita la sua piccola porta con una discesa  buia che porta ad una luce dolce e soffusa, così senza pensare mi sono inoltrata. Appena scesa una decina di scalini un ragazzo molto gentile mi ha accolto dicendomi che mi trovavo all’entrata di un frantoio ipogeo del 1600 dove si produceva olio lampante, restaurato e aperto al pubblico nel 2014.

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gallipoli-frantoio-1 Frantoio ipogeo Oleari di Palazzo Granafei

Alchè affascinata dall’ambiente ho chiesto se si potesse visitare. Con pochi euro ho avuto accesso al posto e anche alla visita guidata che mi ha descritto il luogo e tutto quello che facevano, ma soprattutto i piccoli aneddoti riguardanti il frantoio olearo.

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Frantoio ipogeo olearo, Gallipoli

gallipoli-frantoio-3Un posto sugestivo dove due uomini e un asinello stanziavano lì senza mai uscire fuori  per sei mesi  l’anno, da Ottobre a Marzo con una temperatura costante di 18/20 gradi, questo tempo era necessario per lo scarico delle olive, la fermentazione e produzione dell’olio da illuminazione che spesso veniva  commisionato dal re di Svezia per l’illuminazione delle strade della città.

gallipoli-frantoio-6Il posto è  composto da vari angoli destinati alla macinazione delle olive, dove si vedono presse e macina originali del periodo, una parte destinata alla fermentazione e ai successivi passaggi, solo un angolo del posto serviva per dormire oltre  un piccolo pozzo di acqua sorgiva che serviva per dissetarsi e abbeverare l’asino. Non ho creduto ai miei occhi quando la guida mi ha spiegato che le persone  comunicavano con l’esterno solo attraverso “gli scarichi” piccoli buchi posti in altro, dai quali venivano scaricate le olive, ed il cibo quotidiano. Infatti per tutto il  lungo periodo di produzione dell’olio vivevano li senza mai  vedere  la luce del sole.

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Frantoio ipogeo olearo di palazzo Granafei Gallipoli

gallipoli-frantoio-2Non voglio svelarvi altro,sarebbe un peccato.Se vi trovate nei paraggi, non mancate alla visita di questo posto sugestivo, oltre a capire e approfondire un pò della nostra storia, insegna anche ad apprezzare le cose scontate del nostro quotidiano.

Buona Pasqua a tutti voi.

Pamela

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