Chi ha spostato il mio formaggio?

“Chi ha spostato il mio formaggio?”

Questa frase, forse, non vi dice niente, a me riporta alla  mente il titolo di un bel libro che si legge in poche ore di Spencer Johnson .

Lo rileggo spesso, quando ho bisogno di trovare imput positivi per idee, progetti  o semplicemente guardare da un’altro punto di vista un problema..

Non  si riferisce certo ad un libro di ricette, dove, il formaggio è il protagonista, ma i protagonisti sono quattro piccoli animali, due topi e due gnomi. Loro vivono in un labirinto e ogni giorno vanno alla ricerca del loro formaggio preferito.

Gli gnomi e i topolini hanno due approcci completamente  diversi nella ricerca del loro cibo preferito.

I topi, ogni mattina indossano tuta scarpe da ginnastica e perlustrano il labirinto, inoltrandosi  nelle zone più buie per capire se il formaggio si trova  anche in altre stanze, poi, dopo averlo trovato, si accomodano, appendono le scarpe al collo, e consumano la loro leccornia.

Gli gnomi  invece, percorrono sempre la stessa strada, con un attegiamento metodico, fino a raggiungere la stanza dove si trova il loro formaggio, senza preoccuparsi di nulla e con la granitica certezza di trovare il cibo sempre allo stesso posto.

Un  bel giorno il formaggio non compare più, e i quattro animaletti si chiedono il perchè di questo cambiamento. Gli gnomi non accettano e non sanno gestire questo cambiamento improvviso, infatti,

ritornano sempre nella stessa stanza per verificare se qualcuno lo ha rimesso, anche nei giorni successivi, ma niente di fatto, il formaggio non compare.

I topi invece, non si scoraggiano, si  erano già accorti che il loro formaggio iniziava a scarseggiare, così, iniziano subito a perlustare altre stanze del labirinto, fino a quando, un giorno trovano un’altro tipo di formaggio, non buono  come quello che hanno perso, ma si accontentano. Anche nei giorni successivi continuano la ricerca e così via per diversi giorni, fino a quando non trovano quello che piace.

Gli gnomi  imperterriti, ritornando nella stessa stanza vuota anche nei giorni successivi sicuri che prima o poi il formaggio ritornerà, passano i giorni, ma del formaggio nessuna traccia. Fino a quando uno dei due non decide di avventurarsi nel labirito, cammina, cerca, annusa, assaggia, si dispera, sarà l’unico degli gnomi a trovare il formaggio e accetterà il cambiamento. Quest’avventura fa riflettere lo gnomo. Conclude pensando che, se fosse stato più attento a quello che accadeva intorno a lui avrebbe affrontato diversamente la situazione.

Lo gnomo, poveretto, che rimane nella stanza vuota  è soprafatto dalla paura del cambiamneto, decide così  di rimanere ad aspettare il formaggio che sicuramente ritornerà.

Come abbiamo visto i topi  sopravviveranno alla sciagura, perchè già predisposti al cambiamento, hanno capito che non bisogna aspettare che il formaggio finisca prima di cercarne dell’altro, guardarsi intorno aiuta a capire che le cose cambiano. La terstardagine dello gnomo, invece,  insegna che  ostinarsi a  non guardare oltre il proprio naso non porta buoni risultati. .

La metafora per me è come una ricetta che va letta interpretata e realizzata. Il formaggio rappresenta quello che noi vorremmo dalla vita, lavoro, famiglia, salute, amicizie, denaro; il Labirinto, la vita.

Il racconto insegna a guardarsi intorno spesso,  per accorgersi dei cambiamenti, ma sopratutto, percepirli in anticipo, per cambiare prima che la nostra vita cambi improvvisamente. I nomi dei personaggi ed alcuni particolari  non li ho svelati per incuriosirvi a leggere, ognuno di voi potrà trarre un insegnamento e vedere le cose da un’altra prospettiva.

Viviamo in un momento storico non facile per diversi aspetti,questa, mi sembra una lettura adatta.

 

One thought on “Chi ha spostato il mio formaggio?

  1. Ciao Federica,
    questo libro sicuramente ti fa guardare i momenti duri della vita in maniera deversa.Con un’altra chiave di lettura.
    Non è poco! Grazie per al visita.
    Mi fa piacere che sia piaciuto anche a te.
    Pamela

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